La raccolta differenziata

 

Istituto Piccolomini sez. Linguistico di Montalcino (SI)

Insegnante Coordinatrice Simonetta Bernini

 

Una delle più gravi conseguenze delle migliorate condizioni economiche della popolazione umana è certamente la crescita dei rifiuti. La produzione di rifiuti in Europa  è aumentata  di circa il  10% tra il 1990 ed il 1995, la sola produzione di rifiuti urbani nel 1995 è risultata di circa 420 Kg/anno per persona.  In Italia si valuta che in un anno siano prodotte 30 t di rifiuti, a cui si aggiungono 61 t provenienti dall’attività industriale. Si calcola inoltre che nei prossimi cinque anni si assisterà ad un aumento di rifiuti tecnologici almeno del 16-28%, dato preoccupante se si pensa che il 90% di questi rifiuti finisce in discarica. La nostra regione, la Toscana, detiene in Italia il record dei rifiuti pro capite all’anno: 650,4 kg. 

L’aumento incontrollato della produzione di rifiuti è non solo una minaccia per la salute dell’uomo e dell’ambiente ma anche spia di  un uso inefficiente delle risorse. La raccolta differenziata, ovvero la separazione, alla fonte, delle varie tipologie di rifiuti, si rende quanto mai necessaria per ottenere una più efficiente e corretta gestione dei rifiuti urbani. 

I materiali non o poco biodegradabili che troviamo più frequentemente nella vita di tutti i giorni e che possono essere riciclati sono: il vetro, materiale assolutamente non biodegradabile che si ottiene dalla fusione di sabbia, cenere di soda, calcare e feldspato, il cui consumo è in Italia di oltre 2 milioni di tonnellate all’anno; l’alluminio, che si estrae da una roccia chiamata bauxite, usato per contenitori usa e getta, per conservare alimenti e per oggetti di largo uso, altamente riciclabile ma non biodegradabile (per smaltire una lattina di alluminio occorrono circa 10 anni); la plastica, ricavabile in tutte le sue varianti dal petrolio, con cui si realizzano un numero sempre più grande di oggetti della vita quotidiana, assolutamente non biodegradabile (per smaltire un sacchetto di plastica occorrono all’ambiente circa 1000 anni!). La raccolta differenziata si occupa, inoltre, di materiali non riciclabili ma la cui dispersione nell’ambiente costituirebbe un pericolo, come i medicinali e le pile. Ogni anno in Italia si consumano circa 300 milioni di pile. Non sono affatto biodegradabili ma le raccogliamo per evitare che venga disperso il liquido che contengono.  

Ma riciclare conviene veramente o sarebbe preferibile ricercare altre soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti?

I motivi per cui il riciclaggio risulta vantaggioso sono fondamentalmente due:

1.        prevede un consistente risparmio energetico

2.  facilita il recupero e limita il ricorso alle discariche

Facciamo l’esempio dell’alluminio. Per produrre una lattina, o qualsiasi altro prodotto di alluminio, occorre estrarre l'alluminio, purificarlo e dargli la forma richiesta. L'intero procedimento richiede una quantità di energia fino a 20 volte superiore a quella necessaria per produrre lo stesso oggetto utilizzando l'alluminio delle lattine usate. Questo significa che per fabbricare quell'oggetto si utilizza una quantità minore delle nostre risorse energetiche, e quindi è minore l'inquinamento da produzione di energia. In secondo luogo, l'alluminio utilizzato per produrre il nuovo oggetto non finirà in una discarica e questo semplifica il problema di dove mettere la nostra spazzatura.

In Italia la carta rappresenta il rifiuto più abbondante, bisogna dunque riciclarne il più possibile, in modo che si abbattano meno alberi, si risparmi energia e acqua e si eviti di importare carta da macero dall’estero. Solitamente non è possibile produrre carta di alta qualità da impasti di carta di gruppi scadenti. Gli ingegneri chimici stanno lavorando a nuovi trattamenti che possano migliorare questi risultati. Dal riutilizzo delle confezioni è possibile recuperare il 100% del materiale di cui sono composte e ottenere tre preziosissimi derivati, la Cartalatte, la Cartafrutta e il Maralhene.

Dalla Cartalatte, risultato del riciclo dei contenitori del latte fresco, vengono ottenuti prevalentemente fogli di carta, cartellette, buste, modulistica in genere. Dalla Cartafrutta, nata dal riciclo dei prodotti a lunga conservazione (es: succhi di frutta), vengono prevalentemente ottenuti derivati cartacei più “solidi” come ad esempio gli shopper. Dal Maralhene, invece, ottenuto dall’elaborazione delle componenti di polietilene e alluminio delle confezioni, vengono ottenuti derivati stampabili, utilizzati per numerosi tipi di oggetti (es. penne). Gli oggetti in Cartalatte, Cartafrutta e Maralhene ottenuti dal riciclaggio di confezioni Tetrapak, personalizzati per forma e stampa, vengono commercializzati attraverso aziende partner, con un prezzo molto competitivo (circa il 5% in meno rispetto ad altri materiali riciclati e con un risparmio del 20% rispetto alla carta vergine). Dal riciclaggio delle materie plastiche si può ottenere o altra plastica o energia tramite la sua combustione. Si calcola un risparmio energetico di 12,000 Kcal/Kg, al quale si aggiunge un risparmio di materie prime come il petrolio e gas naturali nonché un netto vantaggio ambientale, sia per il mancato conferimento in discarica di un materiale notevolmente voluminoso e sia per la riduzione dell'impatto ambientale dei processi di trasformazione del petrolio. La plastica riciclata può essere usata per oggetti di ogni genere, da giochi per bambini agli stessi contenitori dei rifiuti.

Un’efficiente gestione dei rifiuti può dare anche altri vantaggi. Infatti, gran parte dei rifiuti che non possono essere riciclati possono essere usati per  alimentare gli inceneritori, o convertiti in modo da essere usati come energia per bruciatori industriali. Questo può ridurre la quantità di rifiuti che finisce nelle discariche fino al 15% della quantità attuale. Un’opinione diffusa è che l’inceneritore provochi inquinamento ma gli inceneritori moderni sono costantemente controllati e più sicuri per l’aria.

Alcuni rifiuti possono essere utilizzati come carburanti (energy reclamation), circa il  27% dei rifiuti introdotti diviene infatti combustibile in panetti, paragonabile al carbone.

Come avviene la raccolta differenziata in Italia? Quali sono i risultati nell’ambito del riciclaggio?

Il sistema più diffuso in Italia ricorre a contenitori posti lungo le strade, distinti per tipo di materiale. Questo sistema é abbastanza comodo per i cittadini; basta solo fare attenzione a dividere i rifiuti prima di gettarli nei contenitori. In altre situazioni, viene utilizzata la piattaforma, ovvero una zona attrezzata dove gli utenti devono portare i rifiuti, già divisi secondo il tipo di materiale. Il sistema anche se meno economico 

Impianto selezione e compostaggio “Le Cortine”

per l'utente, ha il vantaggio di essere più economico, e può consentire possibili riduzioni delle tasse comunali per lo smaltimento dei rifiuti. Un altro tipo di raccolta sono i contenitori nei negozi. Questo sistema prevede la sistemazione di contenitori presso negozi, farmacie, centri commerciali, per la raccolta di particolari tipi di rifiuti (come farmaci e pile) e garantisce un'alta qualità dei rifiuti raccolti, evitando che siano smaltiti in discarica con gravi rischi di inquinamento ambientale.

Il 54% degli italiani  effettua la raccolta differenziata, anche se solo il 24% è disposto a pagare di più per un prodotto se il suo uso rispetta l’ambiente mentre il 62,5% dà precedenza alla qualità. Nel 2002 sono stati recuperati 6,3 milioni di tonnellate di imballaggi degli 11,3 milioni immessi al consumo in un anno (55,7%), il 45,3 % di plastica, il 60,6 % di legno, il 60% di alluminio (al primo posto in Europa insieme alla Germania), il 50% di vetro (al terzo posto in Europa, dopo Germania e Francia). I dati ricavati possono risultare soddisfacenti ma se confrontati con altre realtà europee o extraeuropee ci si rende conto di quanto ancora resta da fare sia nella organizzazione della raccolta differenziata che nella sua diffusione fra la popolazione. È infatti indicativo il confronto fra le diverse regionali di Italia: nel 1999 nell’Italia settentrionale si è recuperato il 23,11% di rifiuti, contro il 2,02% dell’Italia meridionale. Non esistono ancora dati definitivi per l’anno 2003, ma è facile presumere che l’obiettivo consistente nel raggiungimento del tetto del 35% di raccolta differenziata da parte di ciascuna regione  non sia stato raggiunto complessivamente.

In questo quadro la provincia di Siena (Toscana meridionale  - Centro-Italia), di cui la nostra cittadina fa parte, si colloca in una situazione di privilegio, avendo attuato a partire dal 2001 un proprio Piano Provinciale dei Rifiuti, che ha portato gradualmente alla riduzione a otto discariche dalle quaranta presenti fino a pochi anni fa nell’area, alla realizzazione di un Impianto di Selezione e compostaggio, al potenziamento e integrazione con un Turbogeneratore dell’impianto di incenerimento provinciale.

In particolare, l’impianto di Selezione e compostaggio – “Le Cortine” - che abbiamo visitato, attivo dall’aprile del 2002, risulta il fiore all’occhiello dell’intero Piano, essendo secondo in Italia per recupero e smaltimento rifiuti. Esso riceve i rifiuti solidi e i rifiuti organici di buona parte della provincia di Siena, Montalcino compreso. I primi vengono lavorati per ottenere combustibile da utilizzare nel Termoutilizzatore per la produzione di energia elettrica, dai secondi invece si ricava un compost di qualità, utilizzabile anche in agricoltura biologica. L’impianto, esteso in un’area di 100000 m2, in grado di gestire mediamente 81.000 t/anno di rifiuti, è suddiviso in tre settori operativi, coordinati da il Centro Operativo Aziendale. Ciascun settore dispone di un sistema di aspirazione

                                                                                                                                    Miscelatore

collegato ad un filtro biologico per limitare la dispersione di cattivi odori sia all’interno che all’esterno. Nel primo settore vengono selezionati e trattati i rifiuti restanti dopo la raccolta differenziata (220-230 t/giorno). Il processo prevede la triturazione e quindi il vaglio da cui si ottengono tre frazioni, una prima, la frazione più fine, destinata alla discarica, una seconda, quella umida, a prevalente composizione organica, che sarà utilizzata per ottenere il F.O.S. (Frazione Organica Stabilizzata), e una terza, la frazione secca, da cui si otterrà il sovvallo. Quest’ultimo, deferrizzato e pressato, viene trasportato con camion all’impianto di termovalorizzazione, dalla cui combustione si ricava 1 megawatt per t, di cui il 50% viene sfruttato per la conduzione dell’impianto e il restante 50% è distribuito nella rete pubblica di energia elettrica.

La seconda sezione dell’impianto tratta i rifiuti organici provenienti da raccolta differenziata (30t/giorno) e i materiali ad elevata componente ligneocellulosica (potature, scarti di lavorazione del legno, imballaggi legnosi ecc.)(30 t/giorno). Il processo di lavorazione consiste nella riproduzione in condizioni più controllate ed accelerate della degradazione della sostanza organica che avviene in natura, tramite la biossidazione accelerata e la maturazione. Per ottenere la prima, il materiale, opportunamente triturato e mescolato, viene alimentato in ossigeno tramite insufflazione di aria e mescolato tramite un’apposita macchina rivoltacumuli, mentre contemporaneamente vengono sottratti i gas e i liquidi della putrefazione, in modo da impedire fenomeni di asfissia e anaerobiosi che comprometterebbero  tutto il processo. Quando le reazioni di decomposizione rallentano, abbassandosi la temperatura (dagli 80°-70° ai 60°-45°), il materiale passa alla fase di maturazione di tipo microaerobico, della durata di circa due mesi, dove si prosegue con l’operazione di 

                                                                                                                          Cumulocompost

rivoltaggio dei cumuli in un’area aperta. Alla fine del processo il compost viene vagliato e raffinato e quindi predisposto per la sua immissione sul mercato come compost di qualità. Al processo di biossidazione viene sottoposto anche il F.O.S., che sarà utilizzato per la ricopertura giornaliera delle discariche. Il terzo settore si occupa della selezione e della valorizzazione della RD (Raccolta Differenziata), allo scopo di ottenere un prodotto, per ogni frazione merceologica, pronto al riciclaggio. In particolare, la raccolta multimateriale (vetro, lattine, banda stagnata, contenitori in plastica di polipropilene, polietilene e PEP)(14 t all’anno) è destinata ad un vaglio di pulizia per l’asportazione dei materiali fini, quindi all’allontanamento dei materiali ferrosi tramite un separatore magnetico e infine all’asportazione dei materiali leggeri (plastica e alluminio) tramite l’ausilio di una cappa aspirante; questi a loro volta sono separati tramite un separatore ad induzione magnetica. Ciascuna frazione è quindi stoccata separatamente, eventualmente sottoposta ad un controllo di qualità e infine pressata o comunque predisposta per il trasporto agli appositi impianti di riciclaggio. I materiali cartacei, derivanti dalla Raccolta Differenziata Carta e Cartone (11 t l’anno), sono selezionati dagli operatori che si occupano di eliminare i materiali indesiderati e di separare le diverse tipologie cartacee, prima di inviarli alla pressatura e stoccaggio. L’efficienza di questo impianto e il raggiungimento dell’obiettivo prefissato dal Piano Provinciale del raggiungimento del 50% di raccolta differenziata rispetto al rifiuto prodotto, dipende naturalmente dall’impegno che i cittadini vorranno assumersi anche per il futuro. Le norme per un’efficiente raccolta differenziata, come quelle, ad esempio, di svuotare e sciacquare i contenitori, pressare o schiacciare quelli di plastica e di alluminio, separare la carta e il vetro da altri materiali con cui sono accoppiati e ripulirli, spesso non sono rispettate, e comunque una consistente parte della popolazione non presta attenzione nella produzione dei rifiuti e non è costante nell’effettuare la raccolta differenziata.  Le motivazioni di questo atteggiamento sono spesso pigrizia, mancanza di una mentalità sensibile ai problemi dell’ambiente, diffic